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Marketing Agency: il business per l’impresa.

MARKETING AGENCY

Il business per l’impresa

Il marketing per l’impresa



È inutile nascondere che il modo di comunicare è cambiato, oggi giorno la gran parte delle persone utilizza il web anche per semplici operazioni come ad esempio la ricerca di un ristorante, di un’ attività o banalmente seguire tutte le news legate ad essa. Ad occuparsi della gestione di un pacchetto di servizi dedicati alle imprese oggi c’è la web marketing agency, senz’altro la figura che più può influire sulla nostra impresa, attraverso una serie di servizi mirati a far crescere ed adattare alle esigenze del mercato attuale la nostra azienda. I servizi che essa offre possono essere diversi come ad esempio campagne pubblicitarie, web marketing, social marketing, Seo, realizzazione di siti internet e progetti per lo sviluppo della visibilità nel mercato sia nazionale che internazionale. Oggi giorno basta guardarsi in giro e vedere che le web agency sono entrate a far parte della cultura di grandi marchi ed aziende. Adesso andremo a vedere una top list di web agency per renderci conto di quanto, una campagna marketing efficace possa influenzare il mercato a favore della nostra impresa.

1) Huge (http://www.hugeinc.com/)

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La huge è sicuramente tra le agenzie di marketing più importanti al mondo, lavora per capire il comportamento degli utenti, traducendo in soluzioni che soddisfano gli obbiettivi del marchio aziendale. L’agenzia offre servizi ai clienti come le campagne digitali di marketing, realizzazione di siti web ed e-commerce, realizzazione di siti web per dispositivi mobili e cura l’attvità di social marketing.

Huge nel 2010 ha collaborato con la multinazionale PepsiCo Inc. per la realizzazione di un progetto, che vedeva la multinazionale stanziare borse di studio per 20 milioni di dollari, rivolti ad individui ed imprese per la realizzazione e la promozione di una nuova idea che avesse un impatto positivo sulla loro comunità stato o nazione.
Il progetto Pepsi Refresh è stato una delle campagne di web marketing piu seguite nel 2010 ed ha raggiunto risultati da capogiro, ha raccolto 3,3 milioni di “mi piace” su facebook e 75 milioni di voti. Un vero e proprio successo.

2) Bartle Bogle Hegarty (BBH http://www.bartleboglehegarty.com/)

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Altro colosso tra le agenzie di marketing è la Bartle Bogle Hegarty (BBH), fondata nel 1982 è diventata ben presto una delle agenzie più importanti al mondo con a seguito un numero enorme di premi di riconoscimento annuali. La BBH nel corso della sua esperienza ha curato campagne di marketing che hanno fatto entrare nella mente del pubblico grandi marchi come quello Levis. Nel suo portafoglio di clienti nel corso dei decenni ha lavorato con aziende e multinazionali di grande spessore come Audi, Vodafone, British Airways, Johnnie walker ed Unilever. Recentemente ha stipulato un accordo con Sony per le prossime campagne di marketing di Playstation.

3) Amaze (http://www.amaze.com/)

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Un’agenzia con clienti come Coca-Cola, Toyota e Lexus non può non esserci nella nostra top list. Amaze è stata fondata nel 1995 ed ha improntato la sua cultura sul digitale per l’apprendimento e la comunicazione, ma nonostante ciò offre anche servizi tradizionali di campagne di marketing e pubbliche relazioni. Tra i progetti interesanti sviluppati da amaze c’è quello per laterooms.com, un applicazione facebook per socializzare il processo di prenotazione di hotel. Questa campagna pubblicitaria con lo sviluppo di questa applicazione permette agli utenti di creare un “Prenota” elenco delle destinazioni e delle attività che vorrebbero sperimentare, come ad esempio un fine settimana al Gran National o un addio al celibato a Roma.

4) WPP (http://www.wpp.com/)

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WPP è una multinazionale per quanto riguarda la pubblicità e le pubbliche relazioni, essa vanta la fama di più grande gruppo di servizi e comunicazione al mondo, con 165.000 persone che lavorano in 3000 sedi dislocate in 110 paesi del mondo, un vero e proprio colosso. I servizi offerti dal gruppo WPP vanno dalle ricerche di mercato per le aziende, marketing relazionale fino al digital marketing. Fondata nel 1985 nel corso della sua storia ha sviluppato competenze organizzative e tecnologiche portandola alla collaborazione per grandi clienti facendola diventare la prima agenzia al mondo di marketing in termini di fatturato.

5) RAZORFISH (http://www.razorfish.com/)

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Chiudiamo la nostra top 5 con un’altra grande, Razorfish anch’essa puo essere considerata tra le più grandi agenzie interattive al mondo, non anzianissima come alcune delle precedenti che abbiamo visto, nasce nel 1995 ma nel giro del decennio ha dato un impronta forte nel modo di fare marketing. Razorfish è stata la prima azienda ad avere un sito animato utilizzando le funzionalità di server push. Conta circa 2.500 dipendenti per offrire servizi unici alle imprese principalmente riguardanti il marketing digitale, con realizzazione di siti web anche per dispositivi mobili e social marketing. Tra il pacchetto clienti l’agenzia può vantare nomi di grande importanza come Samsung, Audi, McDonald e Nike. Interessante evidenziare, nel 2011 il progetto con McDonald in Germania, dove l’azienda invitava i suoi clienti a creare il proprio hamburger per poi competere ad un posto sul menù della catena fastfood. I risultati sono andati ben oltre le aspettative, furono creati ben 45.000 hamburger in sette giorni per poi terminare in 116.000, un milione e mezzo di voti e circa 7 milioni di visite effettuate alle pagine web. Sicuramente un azienda che da grande importanza al web e al digitale, può essere considerata una delle candidate a rimanere il segno nel ventunesimo secolo.

Cosa ne pensate? Segnalate le vostre agenzie.

[Dow Jones] Gann’s 90-years Master Cycle on DJIA

I have this projection on the Dow Jones Industrial, with the future top [between 25800-38800] to do in the period 2016 – 2017
and a strong decline in 2018 until 2021-2022 where there will be a minimum of panic selling,
which will mark the end of more severe bear market in history.

This following the Gann’s 90-years Master Cycle
which has intercepted the previous great bubbles and crises of 1836-1842 and 1929-1932.

link
http://www.maintrendanalysis.com/

djia-all-time-S-U-Cycle

Storytelling: una politica per promuovere e valorizzare le vostre idee.

“Il lavoro occuperà gran parte della vostra vita e per essere veramente soddisfatti dovete fare qualcosa di veramente buono. E per fare qualcosa di veramente buono dovete amare quello che fate. Se non l’avete ancora trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Come capita sempre nelle faccende di cuore, quando avrete trovato ciò che amate ve ne accorgerete immediatamente. E come capita nei rapporti profondi, le cose col passare degli anni non fanno che migliorare. Quindi continuate a cercare finché non troverete quello che cercate. Non accontentatevi.”

[Steve Jobs]

image001Ho deciso di iniziare quest’articolo con un frammento del discorso fatto da Steve Jobs agli studenti dell’università di Stanford prima della consegna dei diplomi. Potremmo definire le sue parole come una parabola di vita, un insegnamento, esse rappresentano un esempio magistrale di storytelling; Jobs è riuscito a far sì che la sua filosofia diventasse la filosofia di un’azienda e dei suoi prodotti.

Lo storytelling, molto usato in imprese e aziende, è una politica per promuovere e valorizzare idee, proposte e prodotti; utilizza la retorica e la narrativa per creare racconti influenzanti in cui i vari soggetti possono riconoscersi.

Per avere successo un brand deve narrare la sua storia aziendale. Deve parlare di sè, non soltanto cosa fa e se è brava a farlo, ormai con la globalizzazione e con l’avvento di internet aziende di tutti i tipi hanno un proprio sito e facendo un po’ più di attenzione ci si accorge che sono tutti uguali. Oggi un’azienda, oltre ad una mera descrizione di sé e di cosa fa, deve descrivere il perché fa una determinata cosa, è appunto nel perché che è possibile trovare i valori di quell’azienda e la sua identità. Ad esempio, molti fanno smartphone, pochi si distinguono per come li fanno, ma è sul perché che si fa la differenza; il perché è il frutto della propria storia; si crede in un sogno, si posseggono dei valori, si vuole raggiungere un obiettivo per dei motivi.

Raccontando il perché ci si può distinguere! Il primo passo per affermarsi è fare un qualcosa perché si crede in quello che si fa.

Per un’azienda narrarsi è importante sia sul mercato, per farsi conoscere e per posizionarsi nei confronti dei concorrenti, sia al proprio interno; un’azienda che trascura propria storia, e che non la sa trasferire ai dipendenti, non raggiungerà mai un successo duraturo.

Esistono diverse modalità di narrarsi (Figura 1):

  • Cartacee una storia può essere scritta su un libro, cosa che accade di solito per determinati eventi particolari come l’anniversario di un’azienda.
  • Digitali la storia è narrata attraverso un video.

Figura 1 - Strumenti per raccontarsi.

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Uno degli aspetti più importanti da prendere in considerazione prima di “raccontarsi” è il chiarire bene a chi è diretta la narrazione, i concetti fondamentali saranno sempre gli stessi, ma la storia verrà raccontata in maniera differente a seconda del pubblico a cui ci si rivolge.

image007Di strumenti per condividere e per far conoscere una marca ne abbiamo molti, fra i social media più gettonati ricordiamo ad esempio Facebook, YouTube, Twitter, google+, ecc… ; ogni azienda, grande o piccola che sia, ha il dovere di interagire con la propria fascia di “pubblico”, e di raccontare la propria storia da sé, altrimenti verrà scritta dagli altri (col rischio di non essere rappresentati come si è o come si desidera apparire) .

Col passare del tempo si è passati dal dare importanza all’immagine al badare più alla reputazione, la differenza sta nel fatto che l’immagine ce la si crea da soli, la reputazione è ciò che la gente dice in giro di te.

Alcuni fra i tanti brand ad utilizzare social media, hanno pensato, in maniera erronea, di poter ingannare ed approfittarsi della buonafede della gente, non avendo capito che i tempi sono cambiati, le storie sono raccontate dalla gente. Ogni singolo utente ha “il potere” di diffondere notizie, pareri, opinioni, parlare nel bene o nel male di una determinata marca.
Non è più il tempo di citazioni come “Nel bene o nel male, purché se ne parli” (Oscar Wilde), la gente ha imparato ad usare questi nuovi “strumenti” e, nel momento in cui si sentiva presa in giro, ha cominciato a raccontarlo ai propri “amici” ( o meglio contatti), che a loro volta “lo raccontano” ad altri; questo semplice ma efficace meccanismo di diffusione di pareri, ha dato ad ognuno di noi un mezzo per “vendicarci”.
Un esempio lampante è TripAdvisor (Figura 2), che permette all’utente di recensire la struttura e i servizi offerti da hotel, ristoranti, case vacanze ecc..

Figura 2 – tripadvisor

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In un certo senso potremmo dire che è tornato di moda il passaparola, che con l’ausilio delle nuove tecnologie è diventato più potente, veloce ed efficace che mai.

Le vecchie campagne pubblicitarie, alcune volte scoccianti e false, avendo perso di credibilità lasciano ormai il tempo che trovano. Le persone si fidano del parere, disinteressato, obiettivo e competente di altre persone.

Nel secolo scorso, se c’è qualcuno che ha saputo sfruttare al meglio lo storytelling di certo è stato Steve Jobs con la “Apple”, nessuno meglio di lui ha saputo raccontare e pubblicizzare la sua azienda.

Prima di raccontare il cosa e il come, la “Apple” si è narrata raccontando il perché, nelle pubblicità dei primi pc il messaggio era che “crediamo che le persone con una passione possano cambiare il mondo ed è per questo che facciamo computers”, tutti gli altri produttori si vantavano solo di essere i migliori a farlo, raccontando storie ormai non più interessanti.

L’obiettivo dello storytelling aziendale viene ad essere quello di allineare il cliente con gli interessi aziendali. La storia raccontata deve far immedesimare, altrimenti non risulta interessante; essa deve spingere gli utenti ad avere curiosità a voler conoscere un dato brand, a tenersi informato su di esso.
Un prodotto è un qualcosa a cui ci si affeziona, ognuno di noi è affezionato a specifici prodotti di determinate marche, con la sostanziale differenza che mentre un prodotto è concreto ed utile una marca risulta essere un “mero nome”, un’idea, una filosofia.
Lo storytelling ha messo un po’ d’ordine in un’anarchica realtà fatta di spot e reclame che confondevano la gente invece di affascinarla e coinvolgerla.

Un brand che riesce a raccontarsi attraverso una storia bella ed interessante, oltre al farsi conoscere, riesce a far parlare di sé. Una marca che fa parlare di sé, che si fa raccontare, ottiene un certo successo, o quantomeno la notorietà, in maniera gratuita.

Personalmente spero che in realtà questa non sia l’ultima trovata delle aziende per fare marketing e profitti: si tratta di fidelizzare (subdolamente?) il cliente fino a convincerlo che lui e l’azienda siano una cosa sola, e il fatto di poter fornire un feedback all’azienda fa davvero sentire il cliente come parte integrante.

Voi cosa ne pensate?

Spero di essere riuscito ad incuriosirvi, per tutti coloro a cui potrebbe interessare esistono dei veri e propri festival incentrati sullo storytelling, e guarda caso il prossimo si terrà a Roma a Giugno.

Come creare una pagina aziendale su Linkedin

Linkedin può essere considerato il più grande network professionale al mondo. E’ presente in più di 200 paesi, e conta un numero di iscritti pari a 200 milioni di cui circa 25 milioni solo in Italia. Linkedin è utile per i singoli professionisti ma anche per le aziende alle quali il network mette a disposizione delle pagine dedicate. Infatti in pochi passi è possibile crearsi la propria pagina, rendendo consultabili nell’immensa rete del network tutte le informazioni che riguardano il nostro marchio o la nostra azienda.

Creare profilo aziendale su linkedin

Per creare un profilo aziendale su linkedin, bisogna fornire un dominio email registrato e di proprietà aziendale. I domini email comuni, come gmail.com, yahoo.com, hotmail.com o altri non possono essere usati per i profili aziendali, in quanto non si riferiscono ad una singola azienda. Ora che ci siamo accertati di possedere un dominio email aziendale procediamo per completare il nostro profilo aziendale.

  • Come prima cosa collegarsi all’indirizzo: http://www.linkedin.com/ ed effettuare una registrazione compilando tutti i campi necessari.
  • Dopo aver effettuato il login cliccare su “aziende” che si trova nel menù in alto.
  • Terzo passaggio, andate sul link “aggiungi azienda” nella parte superiore destra della pagina, e digita il nome della tua azienda o del tuo indirizzo email negli appositi campi. Se l’indirizzo email è già legato ad un indirizzo di un’azienda esistente, ci verrà chiesto di cliccare sul nome dell’azienda esistente con la possibilità di modificarne il profilo. Se l’indirizzo email non è presente su linkedin, verrà inviata una mail di conferma, per attivare l’account.
  • Dopo aver confermato l’indirizzo aziendale, il network ci indirizzerà alla pagina “crea azienda” dove andremo ad inserire tutte le informazioni relative alla nostra impresa.
  • Una volta compilati i campi richiesti non ci resta che cliccare su “crea azienda” ed il gioco è fatto. Le pagine aziendali linkedin contengono una home con una testata personalizzabile, una scheda informativa, uno spazio di condivisione per pubblicare i contenuti ed una scheda per illustrare i propri prodotti o servizi. Proprio come nei social network già descritti, anche le pagine aziendali di linkedin possono avere follower; ed i membri di una pagina possono commentare i post pubblicati e restare sempre aggiornati sulle novità aziendali.

Insomma grazie al continuo evolversi dei social network che mettono a disposizione sezioni dedicate per le nostre aziende, possiamo espandere la nostra attività rendendola visibile a milioni di utenti con dei semplici passaggi.

Edgerank e l’Indicizzazione in Facebook

Supponiamo di voler raggiungere i primi posti in Google con una pagina fan.

Facendo le dovute ricerche possiamo indicare alcuni fattori rilevanti:

  • Anzianità della pagina, più utenti ci sono e più se ne parla;
  • Quanti link si ricevono dal web;
  • A Google interessa relativamente indicizzare pagine fan di Facebook dato che ora c’è Google Plus;
  • L’anzianità serve più della parola chiave nell’URL;
  • Cerchiamo di creare pagine con “Vanity Url” più leggibile e interessante;
  • Meglio proporre una pagina attiva che poco attiva

Questa inforgrafica vi può aiutare:

how-does-facebook-edgerank-work

Cosa ne pensate?

Come creare un profilo aziendale su Twitter.

Molte aziende ed organizzazioni hanno iniziato ad utilizzare twitter, il più celebre tra i microblog, per assistere i propri clienti e per trovarne di nuovi. Se la vostra azienda non è ancora su twitter questo articolo vi spiegherà in pochi passaggi come creare un profilo aziendale per la vostra attività.

twitter

Iscrizione e configurazione account twitter:

Come prima procedura recarsi all’indirizzo https://twitter.com/signup e proseguire con la compilazione dei campi per l’iscrizione al social. Il nome utente su twitter è limitato a 15 caratteri o meno, uno dei consigli base è quello di evitare di utilizzare trattini o sottolineature, in quanto spesso possono portare delle complicazioni col tempo per quanto riguarda la ricerca. La scelta del nome è importante. Molti privati è liberi professionisti effettuano la registrazione con “nomecognome”. La scelta logica per un’azienda sarebbe quella della propria denominazione o comunque anche il titolo dell’argomento su cui si è specializzati.

Caricare immagini per sfondo e profilo:

La maggior parte delle persone su twitter usano e preferiscono vedere l’immagine reale della persona, ma questo per i profili aziendali ha poca importanza, in quanto un account aziendale utilizza solitamente il proprio logo ufficiale o comunque un’immagine che tenga bene in vista il proprio marchio.

Anche se non è obbligatorio, avere uno sfondo su twitter cercare di personalizzarlo rendendolo più professionale, può portare ad un enorme vantaggio in termini di visibilità. Mantenere una tavolozza di colori coerenti, e che incorporano altri elementi visivi riconoscibili nel sito principale dell’azienda, aiuterà a rafforzare l’impressione generale del marchio.

Risposte e monitoraggio del profilo 

Il funzionamento del riquadro delle risposte su twitter è di fondamentale importanza, per questo bisogna tener sempre sott’occhio cosa accade nel profilo, per vedere chi interagisce con noi o ci fa delle domande. Una regola generale è quella di rispondere ai nostri followers in modo ragionevole ed in un lasso di tempo non troppo lungo, in modo da stabilire un contatto quasi diretto tra l’azienda ed il cliente. Altro consiglio utile è quello di non trascurare il profilo per troppo tempo, in quanto spesso gli utenti di twitter cercano la vostra azienda non per parlare, ma per il semplice fatto di restare sempre al passo con le novità che vengono proposte, o semplicemente per vedere ciò che viene detto sulla vostra azienda o marchio.

Dopo aver seguito i suddetti passaggi il nostro profilo aziendale su twitter è pronto per essere utilizzato.